Varici e gambe gonfie. Una minaccia per l’estate

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    Ultimo aggiornamento: 31 marzo, 2009

    Le varici (o vene varicose) degli arti inferiori sono la forma più frequente (circa il 90%) delle varie malattie delle vene, danno disturbi di vario tipo, come i crampi, il senso di peso, il prurito. Hanno la tendenza a peggiorare nel tempo e provocare flebiti e le ulcere croniche. In molti casi si associa un’insufficienza linfatica costituzionale o secondaria e le gambe diventano gonfie con una spiccata tendenza a complicarsi con infiammazioni ed infezioni acute e spesso pericolose: le “linfangiti”. Il problema è comunemente considerato di natura estetica, ma, in realtà, si tratta di vere malattie che devono essere affrontate, come tutte le altre, con criteri clinici e scientifici moderni e basati sull’evidenza dei risultati.

    Trascurarle significa lasciare spazio alle complicazioni, delle quali le più gravi sono rappresentate dall’estensione delle flebiti alle vene profonde (o interne) e, senza suscitare paure sproporzionate, va detto che queste malattie rappresentano la terza causa di morte cardiovascolare. Le linfangiti acute e croniche rappresentano a loro volta una causa di invalidità ancora più frequente.

    Purtroppo le varici e le insufficienza linfatiche si sviluppano e si manifestano con modalità e localizzazioni diverse nei vari soggetti e devono perciò essere affrontate con una diagnostica clinica e strumentale aggiornata e dettagliata. Da essa proviene un progetto terapeutico personalizzato che permette, grazie a tutte le varie tecniche disponibili, di realizzare il massimo risultato con il minimo impegno. Il massimo risultato è una guarigione rapida, estesa e stabile nel tempo. Il minimo impegno è rappresentato dalla scarsa invasività, costi limitati, interventi e tempi minimi. A questo va aggiunto che molti trattamenti “miracolosi” che vengono oggi proposti, forniscono spesso risultati talvolta deludenti, o peggio, sono accompagnati da alti livelli di rischio.

    Non è difficile capire quindi che non esiste un solo metodo di trattamento migliore di tutti gli altri, come spesso si sente dire o si legge, ma un insieme di terapie integrate: medicina, chirurgia, scleroterapia, laser endovenoso, calze elastiche, attività fisica, regole alimentari, stile di vita, che devono essere combinati adeguatamente fra loro da specialisti sufficientemente esperti ed attrezzati.
     
    La combinazione di tecniche più sicura e più di frequente adottata è  rappresentata dalla chirurgia ambulatoriale mini-invasiva delle vene maggiori (se malate), il laser endovenoso e talvolta, se necessario, un trattamento complementare delle varici residue o dei capillari con iniezioni sclerosanti (Fig.1,2). Esiste anche la chirurgia ricostruttiva e conservativa, che può essere applicata soltanto in un numero limitato di casi selezionati.

    Una delle maggiori curiosità è oggi suscitata dall’impiego del laser endovenoso del quale molti parlano e scrivono, ma pochi spiegano. Grazie ai nostri studi più recenti, i primi che abbiano davvero chiarito come funzionano questi strumenti di alta tecnologia, è possibile oggi dare delle informazioni più serie rispetto a qualche anno fa.
    La tecnica sembrava avere risolto tutti i problemi del trattamento delle vene safene malate, ma gli studi e l’esperienza hanno dimostrato che una buona (e piccola chirurgia) riduce il rischio al minimo e fornisce risultati a breve e lunga distanza nettamente superiori.

    La vera grande novità del laser endovenoso risiede nel trattamento delle varici periferiche delle gambe, cioè quelle più estese e visibili che, se affrontate con tecniche tradizionali, richiedono un notevole numero di incisioni chirurgiche o di iniezioni sclerosanti. Le prime possono lasciare numerose cicatrici permanenti, le seconde comportano lunghi tempi di cura ed alte dosi di farmaci tossici per le vene e, purtroppo, anche per altri distretti vascolari (sono descritti nella letteratura recente numerosi “pasticci”).

    Il laser endovenoso da noi studiato ed utilizzato su larga scala (Laser a diodi da 808 nm) ha la caratteristica di funzionale in modo selettivo solo sul sangue, cioè solo quando si trova esattamente all’interno del vaso malato, mentre è quasi completamente inattivo al di fuori. Questo ci ha permesso di trattare estensivamente e, di solito in un’unica seduta ambulatoriale in anestesia locale, anche la maggior parte delle varici periferiche, senza alcuna iniezione di farmaci ed in combinazione con una chirurgia minima della vena safena (Fig.1 prima dell’intervento – Fig.2 a 6 mesi dopo il trattamento).

    foto vene

    foto vene dopo

     

     

     

     

     

     

    Il tempo operatorio è ridotto a circa 30 m’. A proposito di terapie integrate va aggiunto che il paziente deve indossare una calza elastica terapeutica per circa una settimana ed essere assistito con una modesta quantità di farmaci anti-infiammatori.

    Nei casi con un’evidente tendenza evolutiva della malattia, con associato gonfiore di origine linfatica, può essere utile l’impiego di farmaci di vario tipo. Le ormai sempre più frequenti segnalazioni in letteratura di effetti collaterali, hanno indotto molti di noi a rivolgere l’attenzione verso i cosiddetti integratori alimentari: prodotti appartenenti alla “Fitoterapia”. Questi sono estratti non purificati di piante ad azione medicamentosa, conosciuti fino da tempi lontanissimi, che hanno il vantaggio di contenere principi attivi sulle malattie e mantenuti in composti “integralmente” naturali e quindi interamente assorbiti.

    Sono praticamente esenti da effetti collaterali anche nei trattamenti a lungo termine. E’ possibile combinare in un solo prodotto gli estratti di piante attive sul tono venoso, capaci di esercitare un’azione anti-infiammatoria, proteggere la permeabilità capillare e prevenire la tendenza alla trombosi.

    Per la salute e l’estetica delle signore e signorine, che filosoficamente hanno anche l’esigenza di essere e rimanere più belle possibile, è possibile spendere la promessa che i trattamenti così concepiti, forniscono inevitabili e prevedibili miglioramenti anche in questa direzione con possibili successivi perfezionamenti mediante scleroterapia con piccole ed innocue quantità di farmaci e/o con laser di superficie anch’essi ad azione selettiva.

    Il gonfiore delle gambe di origine linfatica, può essere curato con metodi svariati, fra i quali esistono anche alcune proposte chirurgiche, ma i migliori risultati vengono ottenuti con una paziente assistenza medico-fisica (bendaggi, ginnastica attiva e passiva, massaggi, linfodrenaggio, mesoterapia) ed altre tecniche tradizionali e più moderne generalmente integrate fra loro.

    La vastità dell’argomento, la necessità di fornire un’informazione scientificamente corretta e facilmente comprensibile, attraverso un adeguato adattamento del linguaggio, hanno richiesto la raccolta di materiale didattico, frutto di molti anni di lavoro, per offrirlo in rete nel sito internet www.vene-linfatici.it a tutti coloro che hanno bisogno di chiarimenti scientifici e risposte serie alle loro molte domande.

    Buona navigazione.

    Dott. Prof. Leonardo Corcos - Medico Chirurgo – Ordine dei Medici della Prov. di Firenze n.22299
    Professore a contratto - Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare - Università degli Studi di Udine.
    Specialista in Chirurgia Generale, D’Urgenza e Vascolare - Vice Presidente del Collegio Italiano di Flebologia
    Studio: Istituto Prosperius - Viale Rosselli, 60. Firenze -  Tel. 055 2381634 - Fax 055 287288
    Casa di Cura Villa Cherubini - Via Cherubini 8. Firenze – Tel. 055 572556 – Fax 055 570106
    Siti Internet: www.corcosleonardo.it – www.vene-linfatici.it  

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