La circolazione delle gambe

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    Ultimo aggiornamento: 19 maggio, 2009









    Le arterie sono dei tubicini che veicolano il sangue dal cuore verso la periferia. Il sangue ossigenato dai polmoni raggiunge il cuore, passa nell’aorta attraverso il ventricolo sinistro e quindi, attraverso le arterie iliache,  le femorali, le poplitee e le tibiali, arriva ai piedi. Durante questo lungo viaggio, il sangue cede parte dell’ossigeno ai muscoli e agli altri tessuti e ritorna attraverso un’altra complessa rete di tubicini: le vene.

    Le vene decorrono, quasi sempre, in prossimità delle arterie, ma i due sistemi sono completamente separati, così come sono completamente diverse le malattie che interessano il distretto arterioso da quelle che interessano il distretto venoso. Questo aspetto è da tenere sempre ben presente per evitare di confonderle fra loro o di attribuire ad una tendenza famigliare per arteriopatia (malattia delle arterie) una predisposizione per le flebopatie (malattia delle vene).

    Se il cuore rappresenta la pompa principale del sistema arterioso, il piede e la gamba rappresentano la pompa principale del sistema venoso o “cuore periferico”. Infatti la contrazione muscolare durante il movimento determina sulle vene profonde (o interne), comprimendole ritmicamente, la spinta necessaria per il ritorno del sangue venoso al cuore.

    Ciò spiega l’importanza di un piede e di una gamba sempre in perfetta efficienza. Il piede rappresenta un vero e proprio capolavoro di ingegneria, fondamentale per il benessere di tutto il corpo; è una struttura complessa e molto robusta. E’ infatti in grado di sopportare un lavoro pari a 2 milioni e mezzo di chili al giorno. Durante il cammino sui punti di appoggio agiscono forze pari a cinque, sei volte il peso del corpo. Quando la pianta del piede non  appoggia in modo corretto possono verificarsi ripercussioni fino alla colonna  vertebrale.

    Il piede,  durante la marcia, determina la contrazione delle masse muscolari; qualunque disturbo del piede rende inefficiente la pompa venosa muscolare periferica  e, nel tempo, questa disfunzione può favorire la comparsa di danni sul sistema venoso.

    Le vene dell’arto inferiore sono di due tipi: profonde e superficiali. Quelle profonde sono comprese nei piani anatomici più interni e nello spessore dei muscoli, ossa e tendini; le loro malattie sono talvolta definite “varici interne” mentre in realtà esse diventano solo raramente varicose.

    Quelle superficiali sono situate nel tessuto sottocutaneo, sono spesso visibili attraverso la pelle, che fornisce un sostegno insufficiente e quindi sono più facilmente colpite da alterazioni varicose (o varici). I due sistemi sono mantenuti in equilibrio fra loro dalle vene perforanti, così denominate perché attraversano le fasce muscolari dalla superficie agli strati più profondi dell’arto.

    Tutte queste vene sono fornite di valvole che obbligano il sangue a dirigersi in alto, verso il cuore, impediscono i bruschi contraccolpi di pressione in periferia durante esercizi muscolari violenti e svolgono altre funzioni importanti: le valvole ad esempio sono la sede principale dei meccanismi di difesa contro le trombosi venose.

    Esiste poi un delicato sistema vascolare, costituito da più vasi piccoli, i vasi linfatici, e ghiandole (linfonodi o linfoghiandole), situati vicino alle vene, che svolgono il compito di riportare al cuore anche la linfa, il liquido che occupa gli spazi fra le varie cellule di tutto il corpo.

    Fonte : Difendi e cura le tue vene - Collegio italiano di Flebologia - coordinatore Prof. L.  Corcos

     

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