Fitomedicina e fitoterapia
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La Fitomedicina
Sin dall’antichità l’uomo ha imparato a distinguere, in maniera empirica e casuale, erbe, radici, foglie, frutti e semi commestibili da quelli velenosi, sia per cibarsi che per ottenere rimedi e benefici per la salute.
Popolazioni antiche come quella egizia, greca, romana, cinese etc. utilizzavano le piante o parti di esse ottenendo i primi estratti dalle piante.Nel medioevo la fitomedicina venne gelosamente custodita e ulteriormente sviluppata nei monasteri dai monaci che detenevano la conoscenza di decotti e preparati curativi, ottenuti da piante medicinali. Una svolta importante nella storia della fitomedicina si ebbe intorno al XVII secolo quando si inizio’ ad attuare criteri piu’ scientifici perfezionando nel corso degli anni l’isolamento del principio attivo, che permisero di ottenere estratti dalle droghe vegetali più purificati e quindi con maggior efficacia terapeutica e minor effetti collaterali.
Agli inizi del ‘900 si ebbe una svolta importante per la fitomedicina con l’avvento della farmacognosia (branca specializzata della botanica e della farmacologia sperimentale) che attraverso una moderna e sistematica ricerca di laboratorio è riuscita a scoprire la complessità dei composti di origine vegetale, cercando contemporaneamente di capire la correlazione tra struttura chimica e attività farmacologica di questi composti.
Si iniziarono a isolare i principi attivi delle piante con tecniche sempre più perfezionate e precise, fino ad arrivare ai giorni nostri dove le fitomedicine sono sostanze titolate e standardizzate con effetti scientifici evidenti e riproducibili.
I farmaci naturali (fitocomplessi) e i farmaci di sintesi
Entrambi i farmaci hanno azioni benefiche e controindicazioni con la sola importante differenza che nella "droga vegetale" la tossicità è più blanda grazie al fatto che nel fitocomplesso oltre ai principi attivi sono presenti anche sostanze regolatrici e sostanze inerti (incapaci di agire). Spesso i vantaggi della fitoterapia vanno oltre alle minori tossicità in quanto essa manifesta azioni farmacologiche multiple.
La fitoterapia si pone come un ramo della medicina ufficiale e non come alternativa.
La medicina alternativa viene intesa come tutte le terapie diverse da quelle che la medicina ufficiale accetta. Negli ultimi anni la fitoterapia ha ottenuto importanti riconoscimenti da parte dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’ ESCOP (organizzazione composta da vari esperti mondiali).
Campi di applicazione della Fitoterapia
I campi di applicazione della fitoterapia sono molteplici; si va dalla prevenzione alla probabilità di sostituire un farmaco alla possibilità di complementare il farmaco di sintesi.
Criteri di qualità in fitoterapia.
Le piante crescono sia in modo spontaneo che con coltivazioni specifiche; i fattori esterni come tempo, inquinamento etc. fanno si che il loro controllo deve essere costante da parte delle aziende che producono prodotti farmaceutici.
Titolazione e standardizzazione dei prodotti fitoterapici.
La titolazione dei prodotti fitoterapici avviene mediante procedimenti tecnologici avanzati che individuano gli estratti migliori per ogni pianta; tale procedimento, attualmente, avviene solo per l’estratto a secco e l’olio essenziale grazie alla loro grossa concentrazione di principi attivi individuabili. Conseguentemente alla titolazione c’è la standardizzazione che fa in modo che ogni prodotto contenga percentuali uguali di principio attivo. Inoltre nella procedura di standardizzazione sono elencati i modi di coltivazione e raccolta della pianta il controllo anti-pesticidi e la tipologia di estrazione ed altri vari procedimenti atti a garantire la migliore qualità. In definitiva tale procedimento garantisce che l’indicazione dell’utilizzo della fitoterapia sia reale ed efficace.
(Bibliografia Piante Officinali, Erbe Medicinali)
